

06 luglio 2026 ore 11:00
Il taglio delle accise sui carburanti, in vigore dal 19 marzo 2026 dopo il caro-carburante legato alle tensioni nello Stretto di Hormuz e prorogato per cinque volte consecutive, non è stato rinnovato alla scadenza del 3 luglio 2026.
Il Governo ha scelto di non prolungare ulteriormente la misura, riportando la tassazione sui carburanti al livello ordinario di 0,6729 euro al litro.
Per il consumatore significa la fine dello sconto residuo (circa 5 centesimi al litro su benzina e diesel) che era rimasto in vigore fino a inizio luglio.
Ecco cosa cambia e quanto costa oggi il pieno.
Dopo cinque proroghe consecutive, l'Esecutivo ha deciso di interrompere la misura invece di rinnovarla una sesta volta.
La scelta arriva in un contesto di maggiore stabilità del mercato petrolifero: il greggio è scambiato intorno ai 71,2 dollari al barile, un livello che ha permesso alle compagnie di mantenere le quotazioni alla pompa in linea con i trend internazionali senza un rincaro improvviso legato alla sola fine dello sconto fiscale.
Restava inoltre da coprire un costo complessivo per lo Stato di circa 2 miliardi di euro dall'avvio della misura a marzo, sottratti a diversi ministeri. Con il quadro dei prezzi più stabile, il Governo ha ritenuto non più necessario prorogare l'agevolazione.
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Con la fine dello sconto, ecco i prezzi medi rilevati da Staffetta Quotidiana su base dati Osservaprezzi Mise:
Il gasolio resta sopra i 2 euro al litro nel servito, mentre la benzina si avvicina alla soglia senza superarla.
Rispetto ai valori di giugno, con lo sconto ancora attivo, l'aumento è contenuto proprio grazie alla stabilità del greggio: senza quella stabilità, la fine del taglio avrebbe potuto pesare molto di più sul portafoglio degli automobilisti.
A differenza di quanto si potrebbe pensare, la rimozione dello sconto fiscale non ha provocato un'impennata dei prezzi alla pompa. Il motivo principale è la stabilità del petrolio greggio nelle ultime settimane, che ha compensato in buona parte l'aumento della tassazione.
Questo conferma quanto già osservato nei mesi scorsi: il costo alla pompa dipende da molte variabili oltre alla politica fiscale italiana, tra cui il prezzo del petrolio sui mercati internazionali e l'andamento generale delle materie prime energetiche. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha comunque chiesto alle compagnie petrolifere di adeguare rapidamente i prezzi alle quotazioni internazionali, per evitare speculazioni e garantire un mercato senza distorsioni artificiali.
Nel concreto, la fine dello sconto si traduce in una spesa aggiuntiva di circa 13 euro al mese per un'auto che consuma 7 litri di benzina ogni 100 km, calcolati ai prezzi attuali di luglio 2026.
Chi percorre regolarmente 30 km al giorno, ad esempio per lavoro, percepisce questo aumento in modo più marcato rispetto a chi guida occasionalmente.
Anche se si tratta di una cifra contenuta rispetto al budget complessivo dell'auto, va comunque considerata nella pianificazione delle spese mensili, soprattutto per chi usa ancora un veicolo a benzina o diesel.
Anche senza lo sconto fiscale, ci sono modi per contenere i costi di gestione dell'auto.
Il self-service resta la scelta più conveniente: la differenza rispetto al servito è di circa 13,5 centesimi al litro per la benzina e 13,6 per il gasolio, che su un pieno da 50 litri significa quasi 7 euro di risparmio ogni volta.
Per chi guida diesel, pianificare i rifornimenti nelle ore notturne o nei giorni feriali aiuta anche a evitare le code, oltre a far risparmiare tempo.
Con le accise tornate al livello ordinario e nessuna nuova proroga in vista, il vero risparmio passa sempre più da scelte strategiche sul veicolo piuttosto che da misure fiscali temporanee.
Le auto ibride restano una soluzione intermedia efficace, soprattutto in città, mentre i diesel di nuova generazione continuano a essere validi per chi percorre molti chilometri. Anche alcune motorizzazioni benzina di ultima generazione offrono oggi consumi più contenuti rispetto al passato.
Il Governo ha indicato che non sono previsti ulteriori tagli delle accise nel breve termine: i prezzi di luglio 2026 diventano quindi il nuovo punto di riferimento per l'estate e l'autunno.
Per chi sta valutando un cambio auto, conviene guardare al costo totale di proprietà (TCO) più che al solo prezzo del carburante: le elettriche, pur con un costo d'acquisto più alto, offrono un risparmio nel lungo periodo grazie all'assenza di carburante e alla manutenzione ridotta.
Per questo motivo, oggi più che mai, il vero risparmio passa da scelte più strategiche, come guidare un’auto che consuma meno e si adatta meglio alle proprie abitudini quotidiane.
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