

01 luglio 2026 ore 14:00
Finire con l'auto in acqua, in un canale, in un fiume o durante un'alluvione improvvisa, è una delle situazioni più pericolose che un automobilista possa affrontare.
La buona notizia è che salvarsi non è solo questione di fortuna: agire nel modo corretto nei primi secondi può fare davvero la differenza tra la vita e la morte.
In questo articolo, esploreremo cosa fare se l'auto finisce in acqua, le precauzioni e i passaggi da seguire per garantire la propria sicurezza e salvarsi.
Quando un'auto finisce in acqua e si trova sommersa ogni secondo conta.
L'acqua può entrare nel veicolo molto rapidamente, rendendo difficile uscire.
La pressione dell'acqua esterna comprime rapidamente le portiere e i finestrini contro le guarnizioni, rendendo la loro apertura praticamente impossibile nelle fasi iniziali.
Una volta che l'abitacolo si riempie completamente, la pressione interna ed esterna si equilibrano e la portiera torna ad aprirsi, ma a quel punto il rischio è che non sia rimasta aria sufficiente per respirare.
Gli automobile club tedesco ed austriaco, che hanno condotto test approfonditi su questo scenario, affermano che l'apertura della portiera si è rivelata possibile solo dopo oltre quattro minuti, con il conducente già sommerso da più di novanta secondi. Affidarsi alla portiera, dunque, significa quasi certamente perdere il tempo prezioso necessario per mettersi in salvo.
La prontezza di riflessi e la preparazione possono fare la differenza tra la vita e la morte.
Se ti accorgi che l'auto sta affondando, segui questi passaggi:
- Slegati dalle cinture di sicurezza.
- Apri i finestrini laterali: Se l'acqua non ha ancora raggiunto l'interno, sfrutta l'impianto elettrico mentre è ancora funzionante, apri i finestrini per ridurre la pressione interna.
Nei test condotti dai due club europei, i finestrini elettrici hanno continuato a funzionare per un tempo sufficiente a permettere l'evacuazione anche dopo l'immersione del veicolo, ed è proprio per questo che oggi rappresenta una delle valutazioni di sicurezza più recenti introdotte nei protocolli Euro NCAP.
- Se in macchina ci sono altri passeggeri, premi il tasto che sblocca tutte le porte prima di procedere, così che ognuno possa attivarsi per la propria via di fuga.
Se il finestrino elettrico non funziona perchè l'impianto elettrico smette di rispondere, l'unica strada resta rompere un vetro.
Non tutti i finestrini, però, sono uguali: alcune auto, soprattutto di fascia alta, sono equipaggiate con vetri stratificati a più strati su tutte le portiere, praticamente impossibili da infrangere con un colpo.
In questi casi conviene dirigersi verso il lunotto posteriore, che nella maggior parte dei veicoli è a vetro singolo e quindi più semplice da sfondare, magari sfruttando anche il fatto che, nelle auto con motore anteriore, la parte posteriore tende a restare a galla più a lungo del muso.
Per romperlo è molto più efficace un punzone o un martelletto da emergenza con punta in acciaio temperato, uno strumento economico che si trova facilmente nei negozi di ricambi e che vale la pena tenere sempre a portata di mano nel vano portaoggetti. In mancanza di questo strumento, va bene anche un oggetto sufficientemente rigido e appuntito, come un ombrello oppure il poggia testa del tuo sedile. Prima di colpire il vetro è importante prepararsi a essere investiti con forza dall'acqua che entrerà nell'abitacolo.
Con un bambino a bordo bisogna agire con ancora più lucidità: sbloccarlo subito dal seggiolino e individuare la via di fuga più rapida, tenendo sempre a portata di mano un martello di emergenza.
Spesso chi guida un'auto elettrica si chiede se rischi la folgorazione in caso finisca in acqua.
La risposta è no: il sistema che comprende motore elettrico e pacco batterie è isolato dal telaio del veicolo, ed è proprio questo isolamento a impedire che si generino scariche elettriche pericolose per chi si trova all'interno.
I veicoli elettrici sono progettati per restare sicuri anche a contatto con l'acqua, che si tratti di pioggia intensa, di un sottopasso allagato o di un'immersione completa.
I rischi reali, in caso di sommersione prolungata dell'auto, riguardano piuttosto la possibile fuoriuscita di liquidi tossici dalla batteria e danni ai componenti ad alto voltaggio, che nei casi più gravi possono portare a un corto circuito o a un principio di incendio una volta che il veicolo viene recuperato dall'acqua.
Per questo motivo è sempre meglio evitare di attraversare tratti di strada allagati quando il livello dell'acqua supera la scocca o i cerchi, anche se alcuni costruttori, grazie alla certificazione di impermeabilità delle batterie, garantiscono una resistenza maggiore in caso di immersioni non superiori al metro.
Investire in un piccolo kit di emergenza può fare la differenza: un punzone o un martelletto frangivetro, da riporre in un punto facilmente accessibile come il vano porta oggetti o la tasca della portiera, è lo strumento più indicato per affrontare questo tipo di emergenza.
È utile anche immaginare mentalmente la sequenza dei movimenti da compiere, così da poterli eseguire con maggiore prontezza qualora la situazione si presenti davvero.
Leggi anche: Risarcimento danni da alluvione: cosa fare e consigli