

12 gennaio 2026 ore 10:00
Viaggiare sulle autostrade ha un costo, infatti, gli automobilisti sono sottoposti a pagare un pedaggio autostradale, cioè una tassa obbligatoria per usufruire del servizio autostradale.
Scopriamo quindi tutto quello che c'è da sapere sul pagamento del pedaggio autostradale e le sanzioni.
A partire dal primo gennaio 2026 sono aumentate le tariffe dei pedaggi autostradali.
Nonostante il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva provato a bloccare gli aumenti presentando un ricorso, la Corte Costituzionale ha dato via libera al rincaro su gran parte della rete autostradale italiana.
Quindi tutte le società concessionarie autostradali hanno aggiornato i piani applicando un adeguamento tariffario con un incremento dell’1,5%, corrispondente al tasso di inflazione programmata per il 2026.
Per le società Concessioni del Tirreno p.A. (Tronco A10 e A12), Ivrea-Torino-Piacenza p.A. (Tronco A5 e A21) e Strada dei Parchi p.A., in vigenza di periodo regolatorio, non sono previste variazioni tariffarie a carico dell’utenza, in linea con i rispettivi Atti convenzionali vigenti.
Una variazione pari all’1,925% è stata riconosciuta alla concessionaria Salerno–Pompei–Napoli S.p.A. Infine, è riconosciuto un adeguamento tariffario pari all’1,46% per la società Autostrada del Brennero p.A., con concessione scaduta, per la quale è in corso il riaffidamento della medesima.
Il pagamento dell’autostrada può avvenire tramite contanti, carta o bancomat oppure tramite il Telepass, uno strumento che permette il pagamento della tratta di autostrada tramite addebito diretto sul conto corrente indicato in fase di attivazione o tramite carta di credito.
L’importo da pagare cambia in base a diversi fattori. Tra questi, vi sono il tipo di strada e la nazione in cui ci si trova.
Per quanto riguarda l'Italia, sussistono due sistemi di pedaggio autostradale: il pedaggio chiuso e il pedaggio aperto.
Per quanto riguarda il pedaggio chiuso, il più frequente e il cui costo dipende dai km percorsi, è necessario considerare la cosiddetta “Tariffa Unitaria” che aiuta a calcolare il costo complessivo del pedaggio autostradale.
Tale tariffa varia in base a tre elementi:
- La classe del veicolo;
- Le caratteristiche del tratto stradale: pianura o montagna;
- La società concessionaria del tratto stradale.
Viceversa, il pedaggio aperto non varia in base ai km percorsi e dunque non si avvale di una tariffa unitaria ma di una tariffa autostradale fissa, predeterminata. Di conseguenza, gli automobilisti non dovranno ritirare il biglietto al casello ma il costo sarà già stabilito.
Nonostante questi due sistemi di pedaggio autostradale, è possibile eseguire un calcolo rapido per ricevere i costi effettivi grazie ad un semplice calcolatore o attraverso l’utilizzo di diverse app.

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L’impossibilità di pagare l’autostrada può sorgere per diversi motivi tra cui, ad esempio, il mancato funzionamento della carta di credito o bancomat.
In tale situazione, il sistema rilascerà uno scontrino con tutti i dati relativi all’auto, all’ora di accesso ed uscita dall’autostrada ed entro 15 giorni si dovrà procedere al pagamento.
Invece, nel caso in cui si è perso lo scontrino, l’impiegato presente al casello di uscita, emetterà un verbale di omesso pagamento, indicando il costo calcolato considerando il primo casello di entrata nell’autostrada.
In caso di omesso pagamento del pedaggio anche dopo la ricezione del verbale, il Codice della Strada all’art. 176 stabilisce che il conducente deve pagare una multa che va da 84 a 335 euro.
Nei casi in cui l'infrazione commessa è talmente grave da mettere in pericolo gli altri conducenti, tale importo può aumentare ulteriormente e in alcuni casi si rischia anche la decurtazione di due punti della patente.
Per approfondire: Cosa fare se non si ha pagato il pedaggio autostradale?
Se al conducente arriva una multa senza aver commesso alcuna infrazione, è consigliato rivolgersi al cosiddetto Punto Blu, ovvero un ufficio pensato appositamente per gli automobilisti che devono svolgere diverse pratiche relative al pedaggio autostradale.
Viceversa, nel caso in cui la multa arrivi direttamente a casa, si può presentare ricorso al giudice di pace oppure al prefetto.
Fare retromarcia al casello autostradale è una manovra severamente vietata dall’articolo 176 del Codice della Strada ed estremamente pericolosa.
Può capitare di restare bloccati al casello magari perché si è imboccata la corsia del pedaggio sbagliata o perché un malfunzionamento del varco, e l'istinto, per risolvere il problema e cambiare corsia, potrebbe portare erroneamente a fare la retro.
Oltre al Codice della Strada, anche la giurisprudenza, inclusa la Corte di Cassazione, conferma che il divieto si estende anche ai pedaggi, trattandole come parte integrante del tratto autostradale.
Non sono ammesse eccezioni per pochi metri di retromarcia al casello e le uniche deroghe ammesse sono per i veicoli di emergenza, come polizia, ambulanze e vigili del fuoco.
Le sanzioni previste per chi fa la retromarcia al casello sono pesanti: multa da 430 a 1.731 euro (con aumento di un terzo se commessa tra le 22 e le 7), decurtazione di 10 punti dalla patente e possibile sospensione se si hanno meno di 20 punti.
Inoltre, la pericolosità della manovra espone a gravi rischi di incidente, soprattutto in caso di scarsa visibilità o traffico intenso.
Quindi invece di fare la retro al casello autostradale cosa si deve fare?
Se la sbarra del casello non si alza, è fondamentale arrestare il veicolo e contattare l’assistenza premendo l’apposito tasto rosso, un operatore potrà alzare la barra da remoto, evitando qualsiasi iniziativa autonoma che potrebbe mettere in pericolo la sicurezza stradale.
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